Fortuna Loffredo, arrestata la convivente di Caputo: “Sapeva delle violenze sulla figlia ma non ha denunciato”

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Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/

È stata arrestata dai carabinieri di Caivano (Napoli) Marianna Fabozzi, l’ex convivente di Raimondo Caputo che sta scontando l’ergastolo per l’omicidio di Fortuna Loffredo, la bambina di 6 anni lanciata dal tetto di uno degli edifici del Parco Verde il 24 giugno 2014 e per aver abusato delle tre figlie della compagna. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato nei giorni scorsi dalla donna, 36 anni, rendendo così definitiva la sentenza di condanna a 10 anni di reclusione pronunciata un anno fa dalla terza Corte d’Assise di Appello di Napoli. Secondo i giudici la Fabozzi era a conoscenza delle violenze sessuali subìte dalla figlia più piccola, ma non aveva né denunciato gli abusi, né fatto nulla per impedire che si ripetessero.

DAI DOMICILIARI AL CARCERE – Era stata arrestata insieme a Caputo a novembre 2015, ma le furono concessi i domiciliari. Che violò. Il 4 maggio 2016, il gip del Tribunale di Napoli Nord dispose l’aggravamento della custodia cautelare, ma poche settimane dopo la donna tentò il suicidio. Rientrata nel carcere di Pozzuoli, dopo l’incidente probatorio, si chiuse in un bagno e tentò di impiccarsi. A salvarla, l’intervento della polizia penitenziaria. Condannata in primo grado, nel 2017, a dieci anni, era poi stata scarcerata e sottoposta ai domiciliari nel marzo dello stesso anno. Circostanza che aveva suscitato diversi malumori al Parco Verde di Caivano. Un anno fa la conferma in appello e, infine, la sentenza definitiva della Cassazione. Questa mattina i carabinieri di Caivano hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione emesso dall’ufficio esecuzioni penali della procura di Napoli è l’hanno condotta nel carcere di Pozzuoli.

IN ATTESA DEL PROCESSO PER LA MORTE DEL PICCOLO ANTONIO – Ma Marianna Fabozzi dovrà ancora fare i conti con il passato. Solo un mese fa, infatti, il gip di Napoli Pietro Carola ha rigettato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla morte del figlio, il piccolo Antonio Giglio, precipitato quando aveva appena 4 anni dalla finestra dell’abitazione della nonna, al settimo piano dell’isolato C3 del Parco Verde di Caivano, il 28 aprile 2013. Morì poco dopo il ricovero all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli a causa dei gravissimi traumi riportati. Un anno dopo, il 24 giugno 2014, dal terrazzo dello stesso palazzo sarebbe stata scaraventata giù Fortuna Loffredo. Tecnicamente si tratta di un’imputazione coatta nei confronti di Marianna Fabozzi, la madre di Antonio per cui si ipotizza il reato di omicidio, e dell’ex compagno Raimondo Caputo, che risponderà di favoreggiamento personale.

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